Gen 122017
 

“Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”. Quella che si appresta a vivere la periferia di Milano è una sorta di settimana dei Falò di Sant’Antonio (da sabato 14 a domenica 29 gennaio) nella ricorrenza liturgica di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), patrono di macellai e salumieri, contadini ed allevatori e protettore degli animali domestici – che rischiareranno la campagna milanese. Perché Milano, capitale industriale prima e del terziario avanzato poi, della moda e del design, ha una presenza agricola di tutto rispetto, con circa il 17% del suolo coltivato, potendosi così fregiare del titolo di 2° Comune agricolo d’Italia… anche se i milanesi non ne sono ancora molto consapevoli, malgrado i sei mesi di Expo “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”. Ma tant’è.

Progetto AgriCultura
Così, proprio per far conoscere la realtà agricola milanese, ormai da qualche lustro ha ripreso sempre maggiore consistenza la tradizione dei falò, grazie all’iniziativa sia di aziende agricole che di associazioni culturali. Una presenza agricola che deve sempre più entrare nella consapevolezza dei milanesi e che è anche l’obiettivo del “Progetto AgriCultura”, sostenuto da Consulta Periferie Milano e Consorzio DAM-Distretto Agricolo Milanese unitamente a Amici Cascina Linterno, Centro studi ConMilanoOvest e Fondazione Milano Policroma.
Ma ritorniamo ai falò. Ogni anno che passa, aumenta sempre più il numero di partecipanti, grandi e piccini, che assistono ad uno spettacolo unico, con lingue di fuoco che raggiungono anche alcune decine di metri di altezza, ed esprimono un gesto di vicinanza a chi lavora e cura la terra anche nella nostra città.

Luoghi del Falò
L’ardere dei fuochi, condizioni ambientali permettendo, avrà luogo dal Parco Lambro al Parco della Vettabbia-Valle dei Monaci, dal Parco del Ticinello al Parco delle Cave, transitando per Muggiano e Quinto Romano fino a Boscoincittà per salire fino agli Orti di Via Padova (v. Calendario elaborato con la collaborazione dell’Associazione Cascine Milano).
In buona parte dei casi, i falò saranno preceduti dalla benedizione degli animali ed avranno anche degli accompagnamenti musicali. Ovunque, non mancheranno punti di ristoro con vin brulé, the caldo, cioccolata, latte e dolci. Sarà un’occasione per immergersi nella natura ben presente nelle periferie della nostra città, recuperando anche identità e valori che non sono cose del passato, ma che ci potranno accompagnare, allargando il nostro sguardo verso il futuro. “Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”.

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